Valentino - Pret a Porter

Valentino -  Pret a Porter

L'imbarazzo di dire l'incanto di Valentino. Di fronte al calvinismo che si fa dolcezza, alla semplicità austera e senza posa degli ovali perfetti con treccia virginale. Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli distillano l'essenza del Vermeer pittore e celebrano una nuova eleganza dai sentori fiamminghi. Dalla mostra sull'arte olandese alle Scuderie del Quirinale alla passerella l'ispirazione si concentra sulla bellezza colta nell'attimo privato, quella di tutti i giorni, autentica e per questo più radiosa. Non c'è contrizione e forzatura claustrofobica nelle tuniche colonnari ispirate al puritanesimo, ma solo suadente e composta semplicità. È anzi vero il contrario: più il disegno si fa severo, più la sensualità esplode in sospiro e desiderio. Sono queste che sfilano tante madonne con lo scollo intagliato nel pizzo, vanto delle città di Bruges; ma è un pizzo aggiornato, perché gli smerli del collare sono disegnati in pelle.

Nitidi e aggraziati i cappotti, superati in suggestione dalle cappe in ermellino che rievocano astratte liturgie ecclesiastiche. E dal vermiglio, intenso e nobile, si passa alle fioriture della ceramica di Deft. Blu Cina che cesella gli abiti con tarsie da capogiro e stampe di esotiche porcellane. Omaggio all'ignota e celeberrima ragazza dall'orecchino, non mancano le perle; le si accosta però alle borchie, per un ossimoro di gusto contemporaneo. A sera, invece, ci si ammanta di velo, ricamato di perline con sapienza certosina. Una prova di grazia impareggiabile che proclama, a voce stentorea, il valore di due italianissimi talenti.

BY GABRIELE VERRATTI

PHOTO BY NOWFASHION VALENTINO


Pubblicato il: 31.05.2016 alle 09:51:16

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