ODISSEA DIOR: HAUTE COUTURE AUTUNNO/INVERNO 2015

La provvidenza è l’arte di guardare avanti e al tempo stesso indietro per preparare il futuro. Ralf Simons, art director della maison Dior, crea la nuova collezione autunno inverno 2014-2015 lanciandosi in un’esplorazione del passato intessuta ad idee tratte da un futuro prossimo, alla ricerca del significato della modernità nel mondo dell’haute couture di oggi.
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“Ciò che mi ha coinvolto maggiormente è il processo che vede la nascita di un’idea estremamente moderna da una base decisamente storica” spiega Simons “Le ispirazioni architettoniche non bastano a giustificare la collezione né a renderne appieno il senso: quello che mi ha attratto è l’idea di una costruzione architettonica-un’attitudine prettamente Dior- e di come ogni epoca affondi le sue radici in un’altra, di come il futuro si serva dal passato. Non è un’idea affascinante?”
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Nella sua sconfinata fantasia, il direttore artistico di Dior ha suddiviso la collezione in otto sezioni distinte, ognuna delle quali declina un tema specifico. Il leitmotiv di tutta la collezione è rappresentato dalla figura del cosmonauta, che simboleggia per Simons l’idea di esplorazione. La rassegna storica ha inizio sotto un’influenza secentesca e si arricchisce man mano con abiti di corte sia maschili che femminili derivanti dal XVIII secolo, mixati a dei richiami tratti dalle uniformi dei cosmonauti di vari periodi.  Perciò troveremo: 1) Robe à la française: variazione sul tema degli abiti della tradizione del XVIII secolo, con una particolare attenzione per gli abiti a crinolina, alleggeriti da nuove armature in tulle.
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2) Volo francese: le divise da pilota incontrano gli abiti tradizionali; corsetti e ricami, rivisitati in chiave moderna, mixano chiusure lampo e taffetà di seta.
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3) 1910 lineare: lunghi soprabiti che sottolineano la silhouette, di derivazione edoardiana.
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4) Le corsage renccontre la veste: i corsetti diventano gonne, le giacche camicette a punto smock.
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5) Abiti-justaucorps e gilets: soprabiti di corte settecenteschi, ridisegnati sulle curve femminili.
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6) 1920 liberato: la linea alla maschietta viene reinventata con l’aggiunta di ricami.
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7) Il colletto incontra il Bar: i capi più astratti e geometrici direttamente dagli archivi Dior, unitamente ai volumi e alle forme stilizzate ispirate agli anni Cinquanta, evidenziano la purezza architettonica delle creazioni della maison.
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8) Tecniche, plissettati e sistemi: tradizione e tecnologia si alleano in un approccio decorativo: il passepoil viene adottato per stilizzare i dettagli delle tute dei cosmonauti per mezzo di un plissé tecnico.
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Per realizzare questa ricchissima collezione, Raf Simons ha dovuto dimenticare il linguaggio fino ad ora da lui utilizzato per il design di Dior ed inventarne uno nuovo che fosse in grado di esprimere il concetto della modernità. La sfida che si è posto è quella di orientare un atteggiamento contemporaneo verso qualcosa di molto storico, di apportare semplicità e spontaneità ad un oggetto che potrebbe sembrare teatrale. Di Alice Moreschini
Pubblicato il: 12.01.2015 alle 10:56:43

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