MILANO FASHION WEEK REGINA D’ITALIA LE SFACCETTATURE DELLA DONNA

Regina d’Italia è il concorso indetto per permettere alle giovani eccellenze del Made in Italy di spiccare il volo nel mondo della moda. È questo un importante progetto internazionale, seguito dall’Istituto Diplomatico Internazionale (IDI), che dà visibilità agli stilisti più promettenti, che devono presentare una collezione di sei capi. Interessante è vedere come, nell’ultima edizione, le varie stiliste abbiano interpretato e reinterpretato la figura della donna, esprimendone le idee e i sentimenti attraverso il colore e le forme scelte per gli abiti. Mood diametralmente opposti quelli che si percepiscono in passerella nelle diverse sfilate, tante sfaccettature della stessa donna-diamante.

La romantica country girl di Concetta Sarachella

Concetta Sarachella, giovane stilista di Isernia di origini rom, è un’amante di pizzi, frange e tessuti pregiati che mixa tra loro con maestria, creando accostamenti cromatici e tessili innovativi.

La collezione che ha presentato a Regina d’Italia è disegnata per una donna grintosa , con l’animo da country girl, che però non vuole rinunciare al suo tocco glamour e sensuale, giocando così con trasparenze sapientemente posizionate al posto giusto, lunghezze e diverse sovrapposizioni. L’atmosfera country invade tutta la collezione ed è percepibile nell’uso di accessori come i cinturoni o di scaldamuscoli in camoscio, con il motivo di un corsetto nella parte anteriore, che ricordano stivali propriamente da cavallerizza.

Colori dominanti sono il bianco e il nero, a cui si accostano il color cuoio e il verde, chiaro rimando al country chic.

Pezzo forte dell’intera collezione è l’ibrido a metà tra un abito nero lucido monospalla con tanto di stola e una skinny jumpsuit. Curatissimi i dettagli in pizzo sul fianco destro, speculari all’applicazione di frange su quello sinistro.

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La diva Felliniana di Kine Dione

La collezione della giovane stilista senegalese trae ispirazione dal mondo del cinema e delle dive iconiche, come la compianta Anita Ekberg.

Abiti lunghi per una donna sofisticata, ambiziosa ed estremamente sicura di sé. Il nero la fa da padrone, emblema per eccellenza di eleganza.

I tessuti utilizzati dalla stilista sono ricamati e impreziositi da perle e piume; i tagli degli abiti esaltano le forme femminili, lasciando scoperte le gambe grazie a profondi spacchi o la schiena, incorniciata dal pizzo in maniera sensuale e per nulla volgare.

Il pezzo forte della collezione è l’abito in velluto nero con gonna a campana, completamente ricoperta di piume a contrasto, che creano un senso di dinamicità e leggerezza, seppure l’abito in sé sia piuttosto pesante.

Tutti gli abiti di questa collezione sembrano essere stati creati appositamente per un red carpet.

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La stella di Elisabetta Mattioli

Una dona energica, sempre in cerca di stimoli e ispirazione nel mondo che la circonda e che essa stessa crea con la sua dinamicità: è questa la principale fonte di ispirazione di Elisabetta Mattioli, che prende a modello la nonna materna per creare una collezione minimal, tutta incentrata sui toni del nero e del bianco.

I tagli degli abiti sono morbidi, avvolgono la donna come in un abbraccio. Essendo ispirata alla figura femminile della nonna, che ha vissuto appieno i suoi cent’anni, gli abiti fanno trasparire un’eleganza d’altri tempi, soprattutto l’abito bianco con manicotti e guanti coordinati e la jumpsuit nera in pizzo e merletti.

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I “colori della crisi” di Rosita Simone

Forte motivo ispiratore per la stilista Rosita Simone, che fa ruotare tutta la propria collezione intorno al tema della crisi, che attraversa il nostro tempo, e alla conseguente voglia di riscatto che impregna le azioni della sua donna.

La paura e l’iniziale smarrimento sono rappresentati dal nero, a cui si unisce, si sovrappone il bianco, la fiducia e la speranza.

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La “cacciata dal paradiso” di Matilde Blandino

Il leitmotiv della collezione di Matilde Blandino arriva da lontano, nello specifico dalle isole Fiji. Proprio da qui la stilista prende l’ispirazione da una tradizionale gonna di foglie indossata dagli indigeni dell’isola. Gli abiti, quindi, ricordano tutti dei fiori esotici, sia per la forma che per il colore, a cui la Blandino accosta un tessuto in stampa animalier.

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La donna gioiello di Beatrice Pedron

Una varietà di tessuti diversi, tra cui tulle, broccati, pizzo e shantung, che si uniscono per creare abiti che diventano gioielli sul corpo della donna immaginata da Beatrice Pedron. La collezione “Gemstones” vede il suo punto di forza nell’ultimo abito ad uscire in passerella, vero gioiello di sartoria ed eleganza. Un possibile abito da sposa.

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La florida primavera di laria Bertipagani

La donna che la stilista Ilaria Bertipagani immagina per la sua collezione è una donna fresca, florida, delicata ma impetuosa proprio come la primavera.

La collezione strizza l’occhio anche alla moda eco sostenibile, dato che la Bertipagani ha scelto di utilizzare tessuti puri come il cotone e la seta, oltre ad aver recuperato tecniche quasi dimenticate come l’uncinetto.

Parlando di primavera, è il colore a farla da padrone.

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L’audacia di Angela Esposito

La stilista ha creato una collezione che ha conquistato subito il voto di giuria e pubblico alla seconda tappa del concorso.

Per quale motivo? Perché tutti gli abiti sono stati creati inanzittutto per una donna sicura di sé, che non ha paura di osare e mostrare il proprio corpo giocando con le trasparenze; una donna audace che però seduce elegantemente, senza mai risultare volgare. Gli abiti avvolgono quindi il corpo, rimodellandolo ed esaltandone le curve naturali, che rendono ogni donna particolare e bellisssima. Altro elemento che ha sicuramente conquistato pubblico e giuria è l’utilizzo del colore, o meglio di un “non colore” come il nero; il nero che cala un tocco di mistero in più su questa collezione, giocata tutta su tessuti ricchi come il satin e il pizzo. Il nero che è elegantemente abbinato ad un rosa cipria, che rende la collezione ancora più sensuale, creando così giochi di “vedo e non vedo” anche dove il corpo rimane coperto.

Pezzo forte della collezione vincitrice è senza ombra di dubbio l’abito con bustier in pizzo e gonna ampissima; un capo in cui la stilista ha giocato in maniera fortissima con le trasparenze e la sovrapposizione delle stoffe. Un Abito con la a maiuscola.

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L’animo “wild” di Tina Arena

La stilista Tina Arena riveste il ruolo di stylist tutor all’interno di Regina d’Italia, ruolo che svolge in maniera eccellente grazie alla sua pluriennale esperienza nel mondo della moda.

La collezione che ha proposto, fuori concorso, è un mix di colori e fantasie, principalmente floreale e animalier. Gli abiti cambiano forma a seconda di come si gioca con gli elementi che li compongono. Perfetti per la primavera-estate anche i colori: blu cobalto e champagne per esaltare l’abbronzatura.

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Pubblicato il: 12.05.2016 alle 10:33:43

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